Sette di sera. Ripensi alla giornata e ti accorgi che l'unica frase detta ad alta voce è stata «mi sentite?», alle 9:31, in apertura di call. Lo smart working ci ha ridato tempo e autonomia, ha cancellato ore di pendolarismo. In cambio, però, a molti ha portato via il posto dove gli adulti stringevano più amicizie senza nemmeno accorgersene: l'ufficio.
Una conquista con una clausola scritta in piccolo
Partiamo da qui, per evitare equivoci: il lavoro da remoto è una conquista, e chi lo dipinge come il male del secolo probabilmente non ha mai fatto un'ora e mezza di tangenziale alle otto del mattino. Meno traffico, più libertà di scegliere dove vivere. E non è una parentesi: secondo l'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2024 gli smart worker in Italia sono 3,55 milioni, con una previsione di crescita a 3,75 milioni nel 2025. Quasi due milioni nelle grandi imprese, oltre un milione tra PMI e microimprese, mezzo milione nella PA. Per una fetta enorme del Paese è semplicemente il nuovo normale.
C'è però una clausola che nessuno ci ha letto ad alta voce.
Per decenni l'ufficio ha svolto, gratis e di nascosto, un secondo lavoro: era una fabbrica di relazioni. Gli psicologi la chiamano prossimità ripetuta — vedere le stesse facce tante volte, senza doverlo decidere. Il caffè alla macchinetta, le chiacchiere in ascensore, il pranzo scroccato al volo, quel quarto d'ora prima della riunione in cui ufficialmente si lavora e in realtà si parla. Da casa niente di tutto questo esiste. Ogni contatto umano va messo in agenda, e quello che va messo in agenda si rimanda.
Cosa dicono le ricerche
I numeri, presi uno per uno, raccontano la stessa storia. Nel report State of the Global Workplace 2024, Gallup ha chiesto a milioni di lavoratori se il giorno prima si fossero sentiti molto soli. Tra chi lavora completamente da remoto ha detto sì il 25%; tra gli ibridi il 21%, tra chi va in sede il 16%. E a livello globale un dipendente su cinque si sente solo.
Il Work Trend Index di Microsoft (2022) guarda invece la qualità dei legami, ed è lì che fa più male. Solo il 50% dei lavoratori remoti dichiara una relazione solida con il proprio team diretto; fuori dal team si scende al 42%. Il 56% ha meno amicizie sul lavoro rispetto a prima del passaggio al remoto o all'ibrido. Uno su due si sente più solo di prima.
Poi c'è il dato che, secondo noi, spiega tutto il resto. Arriva da Buffer, che nel 2023 ha intervistato 3.000 lavoratori remoti sulle difficoltà del loro modo di lavorare. La solitudine è indicata dal 23%. In cima alla lista però c'è un'altra cosa: il 33% dice di restare a casa troppo spesso perché non ha motivi per uscire. Rileggila. La solitudine non è la causa: è la conseguenza. Prima evapora il motivo per uscire, le persone se ne vanno dopo.
Prima sparisce il motivo per uscire di casa. Le persone spariscono dopo, senza fare rumore.
I segnali a cui fare attenzione
Niente allarmismi — la solitudine di chi lavora da casa cresce piano e si traveste da comodità, ed è proprio per questo che conviene guardarla in faccia presto. Qualche segnale concreto:
- Giornate intere senza una conversazione dal vivo. E no, le call non contano (nemmeno quelle con la telecamera accesa, purtroppo).
- Il weekend è diventato l'unico momento sociale, e organizzarlo ti pesa più di prima.
- Conosci meglio i colleghi su Teams che le persone del tuo palazzo o del tuo quartiere.
- Rimandi le uscite perché «tanto devo organizzare tutto». La settimana dopo, rimandi di nuovo.
- Il tuo raggio quotidiano si è ristretto: casa, supermercato, casa.
Ti riconosci in due o tre punti? Non hai niente di clinico. Vivi in un ambiente che ha smesso di offrirti occasioni spontanee — una situazione diffusissima, come raccontano anche i dati sulla solitudine in Italia e nel mondo. E reversibile.
Tenersi lo smart working senza pagare il conto
Tornare in ufficio cinque giorni a settimana non è la risposta (e per tanti non è nemmeno un'opzione sul tavolo). Quello che si può fare è ricostruire altrove il lavoro invisibile che l'ufficio faceva gratis: posti ricorrenti, facce che a forza di rivederle diventano familiari.
- Crea rituali fuori casa. Il caffè nello stesso bar ogni mattina, il martedì e il giovedì in coworking o in biblioteca. La ripetizione trasforma gli sconosciuti in facce note, e le facce note in conoscenze. Funziona così da sempre — l'ufficio non aveva inventato niente.
- Trovati dei «colleghi di quartiere». Nella tua zona ci sono quasi certamente altre persone che lavorano da remoto nei tuoi stessi orari. Una pausa pranzo insieme, ogni tanto un caffè: la macchinetta dell'ufficio, senza l'ufficio.
- Aggancia la socialità alle abitudini che hai già. Ti alleni? Fallo in compagnia. Pranzi comunque, no? Una o due volte a settimana fallo con qualcuno. Gli impegni in calendario restano gli stessi; a cambiare è quanta gente c'è dentro.
Un obiettivo minimo e misurabile: una conversazione dal vivo al giorno, anche di trenta secondi. Il barista, il vicino, la signora del cane al parco. Non sostituisce un'amicizia, ovvio. Ma tiene il canale aperto, e costruire legami è molto più facile se non riparti ogni volta da zero.
Il passaggio più duro, per molti, resta il primo: trovare le persone. Qui, detto fuori dai denti, uno strumento pensato apposta aiuta. StayChill è un'app italiana e gratuita per fare nuove amicizie nella propria zona. Scegli un mood con una card — Aperitivo o Una pizza insieme, per dire — e poi decidi: «Vengo io» se ti sposti tu, «Vieni tu» se ospiti. Sulla mappa vedi chi vicino a te ha voglia della stessa cosa, con distanza approssimativa, stato online e compatibilità sugli interessi.
Per gli orari morti dello smart worker funziona bene anche la sezione Eventi in zona: una camminata in pausa pranzo, un giro in bici, una serata di giochi da tavolo organizzata da qualcuno del quartiere — impegni che cadono esattamente nei buchi della giornata che l'ufficio, una volta, riempiva da solo. I profili si verificano con un semplice selfie, senza documenti, e trovi tutto spiegato nella guida all'uso.
Lavora da dove vuoi, ma non da solo. Scopri chi c'è nella tua zona con la tua stessa voglia di uscire.
Scarica StayChillLo smart working è qui per restare, ed è giusto così. La vita sociale però non rientra in casa da sola: tocca andarla a riprendere. A volte basta poco — un caffè preso al bancone invece che in cucina, tanto per cominciare.
Fonti: Gallup, State of the Global Workplace (2024) · Microsoft Work Trend Index (2022) · Buffer, State of Remote Work (2023) · Osservatorio Smart Working, Politecnico di Milano (2024)